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Cartografia

Le risorse cartografiche disponibili sono:

  • cartografia storica del Comune di Milano
  • diverse versioni della cartografia tecnica del Comune di Milano
  • piani urbanistici storici della Città di Milano dal 1884 al 1998
  • cartografie tecniche e tematiche della Regione Lombardia
  • cartografie tecniche e tematiche di diverse regioni e comuni italiani
  • cartografia dell'Istituto Geografico Militare in diverse soglie storiche

Per effettuare ricerche sulle risorse cartografiche disponibili, usa GeoData@Polimi, è un geoportale che consente la ricerca geografica dei materiali cartografici e il download di quelli digitali. GeoData@Polimi permette all'utente di zoomare sulla zona di interesse (o di digitare il nome della località o l'indirizzo) e visualizzare, come in un carotaggio, la "stratigrafia" dei documenti cartografici che rappresentano quella porzione di territorio; successivamente l'utente può procedere alla selezione dei materiali dei quali richiedere il download. Sono ricercabili e scaricabili buona parte delle cartografie del Comune di Milano e della Regione Lombardia.
Geodata@Polimi si basa sul software opensource OpenGeoPortal (OGP) sviluppato da Tufts University in collaborazione con Harvard e MIT.
Aderiscono a questo progetto e al suo sviluppo numerose altre università statunitensi in un'ottica di condivisione dei dati cartografici delle nostre istituzioni.
Il Politecnico di Milano è il primo Ateneo in Europa ed in Italia ad aderire.

Per i materiali non disponibili in Geodata@Polimi vedi i quadri d'unione utilizzando ricerca cartografia.

Se hai bisogno di aiuto per la ricerca della caratografia rivolgiti al servizio di Reference in Biblioteca Campus Leonardo.

Come citare la cartografia

La cartografia è disponibile in diversi formati e supporti: come un foglio di mappa singolo su carta, come illustrazione all'interno di un atlante, di una monografia e di un periodico, come immagine digitale in un CD-ROM, parte di una pagina web o generato da un utente online attraverso l'uso di un software GIS.

Come per gli altri tipi di materiali, anche le cartografie o mappe devono essere citate. Le mappe possono essere citate:

  • in maniera completa alla fine del testo/documento, con l'indicazione dell'autore e dell'editore;
  • in maniera abbreviata all'interno del testo/documento, con l'indicazione del titolo in modo che il lettore possa trovare poi il riferimento completo nella bibliografia del documento.

Riportiamo di seguito qualche esempio tratto dal sito della NC State University, adattate dal libro:

Clark, Suzanne M., Mary Lynette Larsgaard, and Cynthia M. Teague. Cartographic Citations: A Style Guide, MAGERT Circular No. 1. Chicago: American Library Association, 1992.

Singolo foglio di mappa
Formato:  Autore. Titolo [mappa]. Edizione. Scala. Luogo della pubblicazione: Editore, Data.
Esempio:  U.S. Department of the Air Force. U.S. Army Forces in WWII, 1941-1945. [map]. Scale not given. Washington, D.C.: Department of the Air Force, 1993.

Atlante
Formato:  Autore. Titolo. Edizione. Luogo di pubblicazione: Editore, Data.
Esempio:  Orr, Douglas M. The North Carolina Atlas: Portrait for a New Century. Chapel Hill, NC: University of North Carolina Press. 2000.

Mappe da Atlante
Formato:  Autore della mappa. Titolo della mappa [formato]. Scala. In: Autore dell'Atlante. Titolo dell'Atlante. Edizione. Luogo di pubblicazione: Editore, Data. pagina/e.
Esempio:  Hillsborough [map]. Scale not given. In: Universal Map (Firm). Street Atlas of Raleigh, Durham, Chapel Hill & Vicinity: North Carolina. Williamston, MI: Universal Map, 1995. page 26.

Mappa di una Serie Topografica
Formato:  Autore. Titolo del foglio, Numero [formato]. Edizione. Scala. Titolo della Serie. Luogo di pubblicazione: Editore, Data.
Esempio:  U.S. Geological Survey. Raleigh West quadrangle, North Carolina [map]. Photorevised 1993. 1:24,000. 7.5 Minute Series. Reston, Va: United States Department of the Interior, USGS, 1999.

Mappa di una serie
Formato:  Autore. Titolo del Foglio, Numero [formato]. Edizione. Scala. Titolo della Serie. Luogo della pubblicazione: Editore, Data.
Esempio:  U.S. Geological Survey. The North America Tapestry of Time and Terrain [map]. Version 1. 1:8,000,000. Geologic Investigations Series; I-2781. Reston, Va: U.S. Department of the Interior, USGS, 2003.

Mappa da una monografia
Formato:  Autore della Mappa. Titolo della Mappa [formato]. Scala. Luogo della pubblicazione: Editore, Data (se conosciuta). In: Autore della Monografia. Titolo della Monografia. Edizione. Luogo della pubblicazione: Editore, Data, pagina/e.
Esempio:  Griffler, Keith P. Underground Railroad [map]. Scale not given. In: Front line of freedom: African Americans and the Forging of the Underground Railroad in the Ohio Valley. Lexington, Ky: University Press of Kentucky, 2004, page 30

Mappa da un sito web
Formato:  Autore se conosciuto. Titolo della Mappa [mappa]. Data di creazione della Mappa se conosciuta. Scala. "Titolo del documento completo o del sito web". Data di aggiornamento se conosciuta. <URL> (data di accesso).
Esempio:  North Carolina Dept. of Agriculture. Agriculture Overview [map]. "North Carolina Department of Agriculutre and Consumer Services."  Last updated September 2003. <http://www.ncagr.com/stats/general/general1.htm> (accessed December 20, 2004).

Mappa da un Periodico/Rivista
Formato:  Autore della Mappa se conosciuto. Titolo della Mappa [formato]. Scala se conosciuta. In: Autore dell'Articolo. "Titolo dell'Articolo," Titolo del Periodico/Rivista volume (Anno): pagina/e.
Esempio:  Smithers, Jane.  Regional Cuisine of Spain [map].  Scale unknown.  In: Smithers, Jane. "Fabulous Flavors", Excellent Eating 11 (1999): 57.

Mappa generata
Formato:  Autore o responsabile. Titolo della Mappa [mappa]. Data se conosciuta. Scala; Nome della persona che ha generato la Mappa; Nome del Software utilizzato per generare la Mappa o "Titolo completo del documento o  del Sito web". <URL> (data di generazione).
Esempio:  United States Census Bureau.  Median Age: 2000, Wake County, NC by County Subdivision [map].2000. Scale undetermined; generated by George McAllister; using "American FactFinder". <http://factfinder.census.gov/home/saff/main.html?_lang=en> (22 December 2002).

Mappa da CD-ROM o DVD
Formato:  Autore. Titolo. [formato]. Edizione. Luogo della pubblicazione: Editore, Data.
Esempio:  ESRI Ltd. ArcCanada [CD-ROM]. Version 2.0. North York, Ontario: Environmental Systems Research Institute, 1999.

Fac-simile o Mappe riprodotte
Formato:  Autore. Titolo. [formato]. Scala. Luogo della pubblicazione: Editore, Data. Come riprodotto da: Editore, Data.
Esempio:  Popple, Henry. 18th Century North America [facsimile]. 1 inch to 50 miles. London, England: 1733. As reproduced by: Harry Margary, 2004.

Mappe in tempo reale
Formato:  Autore. Titolo [formato]. Data e orario di produzione della mappa se conosciuto. Scala. "Titolo completo del documento o  del Sito web". <URL> (data di accesso).
Esempio:  North Carolina Department of Transportation. Current Wake County Traffic Conditions [map]. 03/10/04, 15:07:20. Scale not given. "North Carolina Department of Transportation". <http://apps.dot.state.nc.us/tims/> (10 March 2004).

Foto Aeree
Formato:  Sorgente. Titolo [formato]. Scala. Numero della strisciata. Numero del fotogramma. Luogo della pubblicazione. Data.
Esempio:  UCLA Department of Geography. Malibu [air photo]. 1:30.000. Photo #17a. L.A., Calif. 1947.

Mappe prodotte con software GIS
Formato:  Titolo della mappa [formato]. Scala. Nome del Database [tipologia]. Luogo della pubblicazione: Editore, Anno. Utilizzo di GIS software: Titolo [tipo di software].
Esempio:  Virginia Railway Network [computer map]. 1:25000. National Transportation Atlas Databases. Washington, D.C.: US Department of Transportation, 2000. Using ArcGIS [GIS software]. Version 8.3. Redlands, CA: Environmental Systems Research Institute, 1992-2004.

Mappe catastali

La sezione raccoglie le copie microfilmate in bianco e nero dei catasti storici provenienti da tutti gli Archivi di Stato provinciali della regione Lombardia. Si tratta di circa 250.000 fogli di mappa (riferiti a quasi 10.000 toponimi) relativi alle rilevazioni catastali decretate dalle varie amministrazioni statali che si sono susseguite sui territori lombardi dall'inizio del XVIII all'inizio del XX secolo, e precisamente:

Catasto Teresiano

Formazione
Il Catasto Teresiano o Catasto "Carlo VI" è stato realizzato fra il 1718 e il 1760; fu ordinato da Carlo VI d'Asburgo nel 1714 e fu iniziato nel 1718. I primi rilievi vennero effettuati nel periodo 1721-1723 e furono interrotti nel 1733; ripresero solo nel 1749, durante il regno di Maria Teresa d'Asburgo, e terminarono con l'attivazione del catasto nel 1760. È il primo catasto geometrico particellare - quindi non semplicemente descrittivo - di cui si conservano gli atti di formazione.

Ducato di Milano
Il territorio del Ducato di Milano, passato nel 1713 all'Austria, fu interessato dai rilievi censuari fra il 1721 e il 1724; le finalità dei rilevamenti catastali erano principalmente di carattere fiscale e tributario. Il censimento, svolto in maniera capillare e precisa, consentì la ricostruzione morfologica di tutto il territorio.

Rilievi
Per il rilievo viene utilizzata la tavoletta pretoriana. I beni di Prima Stazione individuano i limiti di proprietà dei terreni (suddivisione in particelle catastali) con la segnalazione di destinazione d'uso, proprietà ed estensione degli appezzamenti. I beni di Seconda Stazione riguardano gli immobili. Le unità di misura utilizzate sono il trabucco milanese, corrispondente a 2,61111 metri e la pertica milanese, equivalente a 654,517962 mq.

Mappe
Ogni particella catastale è contrassegnata da un numero d'ordine che fa riferimento al sommarione. Il sommarione è un elenco a margine della tavola nel quale vengono esplicitati la qualità delle colture, la loro estensione, i nominativi dei proprietari con la classe sociale di appartenenza. Le caratteristiche del territorio sono ben definite; la tecnica di rappresentazione (colorata ad acquerello) è molto accurata, alcuni segni utilizzati introducono una simbologia cartografica astratta e vengono utilizzati per descrivere le caratteristiche della vegetazione; la lettura delle mappe può fornire agli studiosi del territorio informazioni sullo stato dell'ambiente, sull'idrografia e sulla vegetazione, prima che questi subissero importanti trasformazioni a causa dello sviluppo industriale e dell'urbanizzazione.

Catasto Napoleonico

Formazione
Il Catasto Napoleonico fu realizzato fra il 1807 e il 1816 e riguardò i dipartimenti che non erano stati rilevati dal precedente Catasto Teresiano.

Rilievi
Per la fase di rilievo viene introdotto un regolamento di attuazione con norme relative alle misure, ai formati dei fogli e delle sezioni, alle coloriture e ai segni convenzionali da utilizzare. Come unità di misura viene adottato il sistema metrico decimale.

Mappe
Le mappe sono caratterizzate da un'accurata descrizione del territorio e da tecniche di rilevamento aggiornate. Vengono individuate sezioni costituite da parti di territorio delimitate da confini riconoscibili (in genere strade principali e confini naturali consolidati). Il territorio è suddiviso in particelle, ovvero in parti di terreno con delimitazioni riconoscibili e omogenee per proprietà, destinazione e qualità. I sommarioni sono organizzati in sei colonne e contengono i numeri d'ordine, i nomi dei possessori e delle località, la qualità, la classe e la superficie delle singole particelle. Le mappe del Catasto Napoleonico restituiscono l'inizio di un grande processo di trasformazione territoriale.

Innovazioni
Perequazione fiscale in senso geografico: fra i regni dell'impero, fra le diverse regioni e fra i comuni di uno stesso cantone.
Perequazione fiscale in senso sociale: nessun contribuente può essere esentato dal pagamento delle imposte.
Inquadramento geodetico di tutto il territorio dell'impero.
Innovazione del settore agricolo: la tassa prevista era al netto delle innovazioni produttive, favoriva quindi gli investimenti nel settore agricolo.

Il Catasto Napoleonico dopo la Restaurazione
I territori lombardo-veneti, passati ancora una volta sotto il dominio austriaco, furono oggetto di nuovi adeguamenti in materia catastale. Nel 1838 furono pubblicate le nuove tariffe d'estimo e iniziò la stima dei fabbricati; nel 1852 venne attivato il nuovo catasto al quale seguirono numerose proteste e obiezioni. Nel 1853 venne nominata una commissione tecnica, detta commissione lombardo-veneta, che, in seguito a stime effettuate su un campione di comuni lombardi, confermò l'esistenza di una notevole sperequazione a favore delle province a catasto teresiano. Si decise dunque di provvedere a un nuovo rilievo catastale, quello oggi noto come Catasto Lombardo-Veneto.

Catasto Lombardo-Veneto

Formazione
Il Catasto Lombardo-Veneto fu realizzato a partire dal 1854 con l'obiettivo di sanare la sperequazione emersa con le indagini della commissione lombardo-veneta e di costituire un catasto uniforme per tutto il Regno Lombardo-Veneto. Il ricensimento venne proseguito senza sostanziale interruzione anche dopo l'unificazione del Regno d'Italia. Nel 1877 tutti i territori lombardi e veneti, sia quelli di nuovo censo sia quelli rimasti di censo antico, furono riuniti in un unico compartimento catastale e, per questi ultimi, venne ordinata la continuazione del ricensimento; i lavori di ricensimento vennero sospesi nel 1887. Per i rilievi vennero utilizzati gli stessi strumenti tecnici del secolo precedente. Unità di misura: metro (introdotto da Napoleone) e pertica metrica o censuaria (1.000 mq).

Mappe
Le mappe del Catasto Lombardo-Veneto sostituiscono quelle del 1722 (Catasto Teresiano) e quelle Napoleoniche; sono organizzate in fogli componibili, colorate ad acquerello in modo sommario unicamente per evidenziare gli edifici, i corsi d'acqua e il reticolo stradale. I terreni coltivati, contrassegnati dal numero di particella, non presentano né colorazione, né i simboli grafici che nelle mappe settecentesche differenziavano le colture. I mappali e le particelle sono indicati da una numerazione progressiva che fa riferimento ad un registro compilato separatamente.

Cessato Catasto

Formazione
Prima dell'Unità d'Italia esistevano ben 22 diversi catasti con una difformità notevolissima, sia per date di censimento sia per qualità dei risultati e tipo di sistema adottato: alcuni risalivano addirittura al XVI secolo; altri, come quello del Lombardo-Veneto e della Toscana risalivano invece agli anni immediatamente precedenti l'unificazione nazionale; alcuni erano geometrici, altri descrittivi; alcuni erano per masse di proprietà o di coltura e altri erano di tipo particellare ecc... Il Nuovo Catasto Fondiario (ora chiamato Catasto Cessato) fu istituito con la legge n. 3682 del 1 marzo 1886, la prima e fondamentale norma del catasto italiano.

Mappe
Le mappe sono organizzate in fogli componibili; i terreni coltivati, contrassegnati dal numero di particella, non presentano né colorazione, né simboli grafici. I mappali e le particelle sono indicati da una numerazione progressiva che fa riferimento ad un registro compilato separatamente: Le mappe in consultazione al TeDOC coprono il periodo 1886-1904.

Innovazioni
Rileva tutto il territorio nazionale in modo omogeneo. E' un catasto geometrico-particellare molto rigoroso basato sulla stima e sulla misura mediante un sistema di classi e di tariffe. Il rilevamento topografico dell'unità territoriale, la particella, distingue: proprietà e/o possesso; qualità e classe di coltura; destinazione d'uso e capacità reddituale.

L'accesso alle risorse cartografiche è consentito esclusivamente agli utenti istituzionali attivi dell'Ateneo. Gli utenti esterni, muniti di tessera a pagamento, e gli Alumni possono consultare unicamente le tesi di laurea.

Ricerca - Per effettuare ricerche tramite toponimo storico, toponimo attuale o codice ISTAT usa ricerca mappe.

Consultazione - La consultazione delle mappe su microfilm o in formato digitale è possibile esclusivamente presso la Biblioteca Campus Leonardo.

Riproduzione - La riproduzione delle mappe è regolata da specifici accordi con ciascun Archivio di Stato provinciale. È possibile richiedere la riproduzione di un massimo di 10 fogli di mappa al giorno. Le riproduzioni di mappe in formato digitale vengono fornite in giornata, quelle su microfilm in una settimana circa. Le riproduzioni potranno essere fornite in formato digitale pdf o cartaceo A3 a seconda degli accordi stipulati con ciascun Archivio di Stato provinciale proprietario degli originali.

Catasti disponibili e suggerimenti di ricerca

Milano città e Corpi Santi
I catasti presenti per il territorio del Comune di Milano sono: Teresiano, Lombardo-Veneto e Cessato. Grazie agli accordi con l'Archivio di Stato di Milano la riproduzione delle mappe catastali avviene su supporto digitale, in formato pdf. Il supporto digitale per il salvataggio dei file deve essere fornito dall'utente.
Per la ricerca di mappe relative al territorio dell'attuale Comune di Milano occorre tener presente che alle soglie dei vari catasti il territorio era suddiviso in: Città di Milano, delimitata dalla cerchia delle mura spagnole; Corpi Santi, territorio a ridosso delle mura della città di Milano occupato da cascine e borghi che veniva riconosciuto come un'unica entità amministrativa detta appunto Comune dei Corpi Santi; inoltre dopo il 1873, anno in cui i Corpi Santi furono annessi al Comune di Milano, una serie di altri comuni limitrofi (ad esempio Affori e Lambrate) sono stati via via inclusi nei confini comunali fino ad arrivare alla attuale delimitazione.
Per ricerche che riguardano le zone interne ai confini dei Corpi Santi si consiglia di inserire "Corpi Santi" nel campo toponimo storico e "Milano" nel campo toponimo attuale; provare anche inserendo "Milano" sia nel campo toponimo storico, sia nel campo toponimo attuale per essere certi di includere tutte le possibili occorrenze.
Nelle ricerche che riguardano le zone di Milano esterne ai confini dei Corpi Santi è consigliabile individuare il toponimo storico della zona di interesse (es. Baggio) ed effettuare la ricerca usandolo come criterio.

Milano, Lodi, Monza e Brianza
Le mappe catastali di proprietà dell'Archivio di Stato di Milano riguardano i territori delle attuali province di Milano, Lodi e Monza-Brianza. I catasti presenti sono: Teresiano; Lombardo-Veneto; Cessato.

Bergamo
I catasti presenti per il territorio della Provincia di Bergamo sono: Teresiano; Napoleonico (per i toponimi che non hanno il Catasto Teresiano); Lombardo-Veneto; Cessato; sono presenti mappe senza data.

Brescia
I catasti presenti per il territorio della Provincia di Brescia sono: Napoleonico; Lombardo-Veneto; Cessato. I comuni Magasa (codice ISTAT 17098) e Valvestino (codice ISTAT 17194), attualmente in provincia di Brescia, non hanno mappe perché all'epoca delle rilevazioni catastali appartenevano ancora al Principato del Tirolo.

Como, Lecco
I catasti presenti per il territorio della Provincia di Como e di Lecco sono: Teresiano; Lombardo-Veneto; Cessato. Le collocazioni delle mappe recano il suffisso 00_ in quanto all'interno della stessa collocazione sono archiviate più soglie catastali, o diverse versioni della medesima soglia. Le mappe catastali dei comuni sotto elencati - attualmente in provincia di Lecco, ma in precedenza sotto l'amministrazione della provincia di Bergamo - sono di proprietà dell'Archivio di Stato di Bergamo. Si prega di tenerne conto ai fini di una corretta citazione dei materiali consultati. Calolziocorte (codice ISTAT 97013); Carenno (codice ISTAT 97014); Erve (codice ISTAT 97034); Monte Marenzo (codice ISTAT 97052); Torre de' Busi (codice ISTAT 97080); Vercurago (codice ISTAT 97086).

Cremona
I catasti presenti per il territorio della Provincia di Cremona sono: Teresiano (non presente per tutti i toponimi); Lombardo-Veneto; Cessato. Le collocazioni delle mappe recano il suffisso 00_ in quanto all'interno della stessa collocazione, riferita a un toponimo, sono archiviate tutte le soglie catastali presenti per quel toponimo.

Mantova
I catasti presenti per il territorio della Provincia di Mantova sono: Teresiano; Napoleonico (per i toponimi che non hanno il Catasto Teresiano); Lombardo-Veneto; Cessato. Le collocazioni delle mappe recano il suffisso 00_ in quanto all'interno della stessa collocazione sono archiviate più soglie catastali, o diverse versioni della medesima soglia. Si segnala che i comuni di San Giacomo delle Segnate (codice ISTAT 20056) e San Giovanni del Dosso (codice ISTAT 20058) all'epoca dei rilevamenti catastali facevano parte del comune di Quistello. Inserendo i nomi dei due comuni nel campo di ricerca "Toponimo Attuale" si verrà automaticamente indirizzati verso le mappe di Quistello.

Pavia
Indicativamente, per il territorio della provincia di Pavia è presente il Cessato Catasto. Le collocazioni delle mappe recano il suffisso 00_ in quanto la datazione è per il momento ancora imprecisa e carente.

Sondrio
Indicativamente, per il territorio della provincia di Sondrio sono presenti i catasti Lombardo-Veneto e Cessato. Le collocazioni delle mappe recano il suffisso 00_ in quanto la datazione è per il momento ancora imprecisa e carente. All'interno della medesima collocazione possono essere presenti più soglie catastali o rettifiche.

Varese
Per il territorio della provincia di Varese è presente il solo Cessato Catasto. Si segnala che i comuni sottoelencati non hanno mappe (collocazioni): Besnate (codice ISTAT 12012); Casorate Sempione (codice ISTAT 12039); Gorla Maggiore (codice ISTAT 12078).