Catasto Napoleonico

Formazione

Il Catasto Napoleonico fu realizzato fra il 1807 e il 1816 e riguardò i dipartimenti che non erano stati rilevati dal precedente Catasto Teresiano.

Rilievi

Per la fase di rilievo viene introdotto un regolamento di attuazione con norme relative alle misure, ai formati dei fogli e delle sezioni, alle coloriture e ai segni convenzionali da utilizzare.
Come unità di misura viene adottato il sistema metrico decimale.

Mappe

Le mappe sono caratterizzate da un'accurata descrizione del territorio e da tecniche di rilevamento aggiornate. Vengono individuate sezioni costituite da parti di territorio delimitate da confini riconoscibili (in genere strade principali e confini naturali consolidati).
Il territorio è suddiviso in particelle, ovvero in parti di terreno con delimitazioni riconoscibili e omogenee per proprietà, destinazione e qualità.
I sommarioni sono organizzati in sei colonne e contengono i numeri d'ordine, i nomi dei possessori e delle località, la qualità, la classe e la superficie delle singole particelle.
Le mappe del catasto Napoleonico restituiscono l'inizio di un grande processo di trasformazione territoriale.

Innovazioni

  • perequazione fiscale in senso geografico: fra i regni dell'impero, fra le diverse regioni e fra i comuni di uno stesso cantone
  • perequazione fiscale in senso sociale: nessun contribuente può essere esentato dal pagamento delle imposte
  • inquadramento geodetico di tutto il territorio dell'impero
  • innovazione del settore agricolo: la tassa prevista era al netto delle innovazioni produttive, favoriva quindi gli investimenti nel settore agricolo

Il Catasto Napoleonico dopo la Restaurazione

I territori lombardo-veneti, passati ancora una volta sotto il dominio austriaco, furono oggetto di nuovi adeguamenti in materia catastale.
Nel 1838 furono pubblicate le nuove tariffe d'estimo e iniziò la stima dei fabbricati; nel 1852 venne attivato il nuovo catasto al quale seguirono numerose proteste e obiezioni.
Nel 1853 venne nominata una commissione tecnica, detta commissione lombardo-veneta, che, in seguito a stime effettuate su un campione di comuni lombardi, confermò l'esistenza di una notevole sperequazione a favore delle province a catasto teresiano. Si decise dunque di provvedere a un nuovo rilievo catastale, quello oggi noto come Catasto Lombardo-Veneto.